CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

I Consigli Pastorali Parrocchiali sono 3:

PARROCCHIA DI BARBANO:

PARROCCHIA DI MONTEGALDA:
Membri eletti del consiglio Pastorale (periodo 2018 - 2023): TECCHIATO Lorenzina, FRIGO Beatrice, CENGHIARO Graziella, TURETTA Flavio, ZANETTIN Paola, BENEDETTI Ornella, VOLPATO Nicola, GUERRA Giovanna, ZANAROTTI Federica, VACCARO Davide, POLETTO Patrizia, CAMON Elia Paolo Maria, PONSO Elena, PINTON Angelo Gaetano (Vice Presidente), NARDIN Amedeo,


PARROCCHIE DI MONTEGALDELLA E GHIZZOLE:
Membri eletti del consiglio Pastorale (periodo 2018 - 2023)
Eletti parrocchia Montegaldella: POLETTO Paolo, CARLI Leonardo, CREAZZA Alessandra, ZANINI Alice, GASPARI Massimo, LOTTO Silvia, ZACCARIA Sofia, FUREGON Sergio, MENEGHINI Michela, FRACCARO Alessandro, CROSTA Silvia, FRIZZARIN Lisa e RAMPAZZO Loris.
I membri nominati dal parroco: SCHERMIDORI Andrea, TOMASIN Giovanni
I membri di diritto: RIZZARDI Erika
Il Consiglio di Presidenza del CPP è composto da don Michele FANTON (Presidente), POLETTO Paolo (Vice Presidente), ZANINI Alice, CREAZZA Alessandra, SCHERMIDORI Andrea e LOTTO Silvia (Segretaria del CPP). 



Norme della Diocesi di Padova per i Consigli Pastorali Parrocchiali
Premessa
Questi testi prendono spunto dallo Statuto consegnato alla Diocesi nel dicembre del 2001 e da diversi estratti di documenti del Magistero sul tema (Diocesi di Padova, Il Consiglio Chiesa di Ghizzole, Padova 2001). Sono riprese, poi, con qualche piccola modifica, le Indicazioni operative in vista del rinnovo dei CPP, pubblicate negli Orientamenti pastorali all’inizio del quinquennio 2008-2013. Invitiamo tutte le parrocchie ad attenersi a queste indicazioni fraterne.
1. Natura del CPP
Il Consiglio pastorale parrocchiale promuove, sostiene, coordina e verifica tutta l'attività pastorale della parrocchia, al fine di suscitare la partecipazione attiva delle varie componenti di essa nell'unica missione della Chiesa di Montegaldella: evangelizzare, santificare e servire l'uomo nella carità" (Statuto, art. 2).
Il CPP non è primariamente un organismo di formazione, né di spiritualità, né di studio, ma il luogo dove si tracciano e poi si coordinano e si verificano le linee guida di tutta la vita della comunità parrocchiale in comunione con le altre comunità del vicariato e della Diocesi.
La fisionomia di una comunità cristiana viva e corresponsabile si esprime concretamente nel CPP. Alla luce dell'ecclesiologia di comunione il CPP dà visibilità a una comunità che cammina insieme nella complementarietà delle diverse vocazioni e condizioni di vita.
2. Finalità [consigliare] e metodo [discernimento comunitario]
Il CPP è il primo e principale luogo dove la comunità cristiana, per vivere e comunicare il Vangelo, attua il "discernimento comunitario", perché la Chiesa è inserita nel tempo che scorre dalla Pentecoste alla Parusia, e, attenta al "segni dei tempi", deve annunciare e offrire il Vangelo della salvezza agli uomini del proprio tempo" (Antonio Mattiazzo, Il Consiglio pastorale, p. 23).
È fondamentale prendere consapevolezza di questi aspetti del CPP. Si tratta della condizione per la sua riuscita o il suo fallimento.
Occorre evitare il rischio di pensare e impostare il CPP con criteri esclusivamente sociologici. Esso va, invece, collocato sempre più nella prospettiva dell'ecclesiologia di comunione, curando la scelta delle persone, il metodo di lavoro, i passaggi procedurali e i contenuti/temi da affrontare.
Il CPP, attraverso il metodo del "discernimento comunitario", svolge il suo compito di "consigliare" la comunità e chi la presiede (parroco).
3. Le competenze del CPP
Tra i compiti del CPP occorre innanzitutto rilevare:
•All’inizio dell’anno pastorale l’elaborazione del programma della comunità parrocchiale o dell’Unità pastorale alla luce degli Orientamenti diocesani e in comunione con il vicariato. In alcune particolari circostanze è utile o addirittura necessario che il CPP convochi un’assemblea parrocchiale oppure tutti gli operatori pastorali o gli operatori di un particolare ambito.
• Compete al CPP avere cura che, nella comunità cristiana, la comunicazione della fede sia assunta come compito proprio e prioritario in tutti gli ambiti/settori e da parte di tutti i soggetti di pastorale, ciascuno nel suo specifico, promuovendo uno stile di sinodalità in cui sia operativamente attuata la corresponsabilità ecclesiale. In questo senso le indicazioni che il CPP elabora diventano le linee di riferimento per gli operatori pastorali (per i gruppi di servizio e di formazione) ai quali spetta l’esercizio della ministerialità.
• Il CPP è il punto di raccordo (comunione reale) tra tutte le realtà presenti in parrocchia: per affrontare problemi di fondo che superano la competenza e la possibilità di un singolo gruppo o di un singolo settore; per concordare il programma e il calendario delle attività. I vari gruppi (annuncio/catechesi, liturgia, carità, formazione, servizio), e tutte le altre realtà legate alla parrocchia sono invitate a sintonizzare il proprio programma e attività al cammino della comunità parrocchiale e alla programmazione coordinata dal CPP.
• È importante che il CPP abbia anche il respiro del vicariato e della Diocesi: spetta a esso infatti tradurre localmente tutto quello che matura a livello vicariale e diocesano. Dall’altra parte, il CPP si farà anche interprete delle istanze locali presso il vicariato e la Diocesi. Si tratta di una importante interazione “ecclesiale” e “pastorale”. Il CPP si deve particolarmente impegnare in un rapporto vivo con il vicariato, da intendere secondo il principio della sussidiarietà.
• Con il mandato per il quinquennio 2018-2023 occorre considerare il rapporto necessario che intercorre tra Consiglio Chiesa di Ghizzole Parrocchiale e Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica (CPGE), definito dalle Norme per la costituzione e l’attività del CPGE per il mandato quinquennale 2013-2018. In particolare spetta al Consiglio Pastorale Parrocchiale appena costituito indicare i membri del CPGE, secondo le suddette norme.
4. Il percorso per arrivare alla formazione del nuovo CPP
a. Prevedere i passaggi
Nelle parrocchie le operazioni di rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale sono previste a partire dal mese di gennaio 2018. La Settimana della comunità potrà diventare un’occasione per ribadire l’importanza di questo cammino che si snoderà durante la Quaresima e si completerà nella quarta domenica di Pasqua (22 aprile 2018), quando il nuovo Consiglio Pastorale, con il Consiglio per la Gestione Economica, saranno presentati alla comunità. Nel periodo di Avvento diventa fondamentale che il Coordinamento Pastorale Vicariale e il Consiglio Pastorale di ciascuna parrocchia prevedano i passaggi da compiere per rinnovare questi Organismi di comunione, soprattutto informando le comunità sulle scadenze e aiutando a cogliere il valore ecclesiale di questo rinnovo.
b. Preparare la comunità
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale si farà attento a preparare il “passaggio di testimone” al nuovo Consiglio, per cui valuterà quali modalità e iniziative attivare per preparare la parrocchia alle operazioni di rinnovo. Questa preparazione, pur discreta nelle forme e nei tempi, dovrà essere efficace nel messaggio di cui è portatrice: la corresponsabilità nella fede e nella sua comunicazione, l’operare per il bene comune, il servizio al territorio in nome del Vangelo. Si potrebbe agire su più fronti:
- organizzando, qualora non fosse già stato fatto, un incontro tra Consiglio Pastorale Parrocchiale e tutti gli operatori pastorali;
- attraverso l’assemblea parrocchiale per condividere il risultato della verifica pastorale comunitaria e per evidenziare il cammino di crescita della comunità;
- nella preghiera fiduciosa, con intenzioni specifiche nella celebrazione domenicale dell’Eucaristia;
- offrendo informazioni, brevi ed efficaci, al termine dell’Eucaristia domenicale sui passaggi da compiere in vista del rinnovo;
- collegando qualche omelia domenicale al tema della corresponsabilità ecclesiale;
- servendosi del foglietto parrocchiale e di altri mezzi di comunica- zione parrocchiale per raccontare alcuni eventi significativi della parrocchia o dell’Unità pastorale durante il quinquennio che si sta concludendo e per far conoscere le varie realtà di formazione, associative, liturgiche, caritative… presenti in comunità.
c. Programmare la "prima consultazione
"Nel periodo che va dall’Epifania all’inizio della Quaresima (Mercoledì delle Ceneri - 14 febbraio 2018) va collocata la prima consultazione che comporta la raccolta di una prima indicazione di nomi da candidare al Consiglio Pastorale Parrocchiale. Possibilmente questo avvenga in sintonia in tutto il vicariato prevedendo in questo periodo una domenica, che non comprenda altre ricorrenze, per fare questa prima consultazione al termine delle celebrazioni dell’Eucaristia.
d. Procedure per la "prima consultazione
"Operativamente, si può procedere così:
• il parroco e la presidenza del CPP uscente stabiliscono la data per la “prima indicazione di nomi”. È bene scegliere una domenica del tempo ordinario. La data stabilita viene comunicata alla parrocchia. Questi passaggi previ sono fondamentali perché le persone si facciano un’idea su chi scegliere e per quale motivo. Per questa prima consultazione è sufficiente preparare dei foglietti di carta e delle penne.
• La domenica stabilita, al termine di ogni messa, tutti i presenti che abbiano compiuto 16 anni sono invitati a scrivere nome e cognome di persone che fanno parte della comunità, ritenute degne e in grado di rappresentare la comunità stessa nel prossimo CPP.
• È bene esplicitare i tre criteri per la scelta dei nomi: siano persone aperte al cammino di fede, condividano la vita della comunità, abbiano compiuto 18 anni di età (cfr. Statuto, art. 1 e 5).
• È opportuno trovare dei modi per cui tutti i parrocchiani possano esprimersi, anche coloro che non saranno presenti la domenica scelta. Per esempio, per alcuni giorni potrebbe essere data la possibilità di esprimere le proprie indicazioni in un apposito luogo del centro parrocchiale.
e. La votazione
Dopo la prima consultazione e la formazione di una o più liste, durante la Quaresima si svolgono le “votazioni”. Anche la scelta di questa domenica sarebbe opportuno fosse uguale per tutto il vicariato. È importante che tutto questo avvenga prima della domenica di Pasqua (1 aprile 2018).
Sono da prevedere questi passaggi:
• i nomi segnalati vengono raccolti in ordine di preferenze. Il parroco (e/o il vicepresidente uscente o qualcuno dei consiglieri che sia stato incaricato per questo), li contatta uno a uno, notificando l’in - dicazione della comunità, esplicitando il senso ecclesiale del CPP e chiedendo a ciascuno la disponibilità a far parte della lista dei candidati. Va ricordato che non possono essere eletti consiglieri, persone che abbiano già svolto due mandati consecutivi (10 anni).
• Con le disponibilità ricevute si compila una lista di candidati, possibilmente equilibrata, per rappresentare al meglio l’intera comunità: giovani e adulti, maschi e femmine. I nomi verranno scritti sulla lista in ordine alfabetico e non secondo le preferenze ottenute nella prima consultazione. Gli elenchi dovranno avere un numero tale di nomi da permettere una scelta reale da parte dei votanti e proporzionale alla composizione dei membri del CPP. La lista dei candidati viene presentata alla comunità, nella domenica 18 febbraio, durante la Settimana della comunità.
• La domenica stabilita, al termine delle messe, vengono distribuiti ai presenti che abbiano compiuto 16 anni i fogli con le liste dei nomi e una penna, con l’invito a segnare su ciascuna scheda una o più preferenze (indicare un tetto massimo di preferenze, orientativamente due).
• Le persone che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze vengono interpellate dal parroco sulla loro disponibilità ad accettare l’incarico affidato dalla comunità, fino al raggiungimento del numero di consiglieri che previamente è stato stabilito in CPP.
• Il Consiglio Pastorale uscente sceglie i pochi ambiti essenziali che vanno assolutamente rappresentati in parrocchia (cfr. qui, n. 5), in modo che, se una persona indicata dalla comunità è tra i nomi di questi rappresentanti, si può accogliere un altro nome tra quelli indicati dalla comunità (cfr. Statuto, art. 6).
• La composizione del CPP viene comunicata, tramite la Segreteria generale della Curia, al Vicario per la Pastorale che confermerà l’e- lezione, la designazione e la composizione del nuovo CPP.
f. Passare il testimone
Al Consiglio Pastorale Parrocchiale uscente resta l’impegno di preparare il “passaggio di testimone” al nuovo Consiglio, offrendo la verifica già preparata all’inizio di quest’anno pastorale (nei mesi di settembre-novembre): rivisitando il quinquennio svolto, indicando le tappe di questo cammino, le priorità a cui ci si è dedicati, le difficoltà incontrate e le progettualità rimaste aperte. Occorre cogliere in questo passaggio di consegne un’opportunità per allargare e approfondire cosa vuol dire essere comunità, comunità che esiste in vista di un’esperienza di fede, comunità di credenti dentro un territorio. In ordine alla composizione del nuovo CPP, occorre che siano definiti gli ambiti e le realtà significative della parrocchia che vanno rappresentate in CPP, senza oltrepassare il numero previsto (cfr. qui, n. 5).
g. Presentazione alla comunità del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale e del nuovo Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica
 Svolte le operazioni di votazione e formato il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, si propone che in tutte le parrocchie della Diocesi, sia presentato alla comunità cristiana il suo nuovo Consiglio Pastorale e il Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica nella quarta domenica di Pasqua, il 22 aprile 2018. Attraverso un gesto liturgico si potrà vivere un momento di intensa ecclesialità, in cui i Consigli vengano colti per la loro natura comunionale e non meramente all’interno di una visione organizzativa e funzionale.
5. Composizione del Consiglio pastorale
Il numero ottimale dei membri del CPP va stabilito prima delle consultazioni. Il criterio è di costituire un Organismo che sia sufficientemente rappresentativo della comunità e delle realtà che la compongono e insieme possa essere efficace nello svolgere il suo ruolo. Indicativamente (membri eletti e membri designati dagli ambiti parrocchiali, esclusi quelli di diritto e i nominati dal parroco):
• parrocchia inferiore a 3000 abitanti: non oltre 12 membri;
• dai 3000 ai 5000 abitanti: non oltre 15 membri;
• sopra i 5000 abitanti: non oltre 20 membri. Si tenga presente che i consiglieri che faranno parte del CPP entreranno a titolo diverso (Statuto, art. 5):
• membri di diritto: - il parroco in quanto presidente; - inoltre, se presenti in parrocchia, il vicario parrocchiale, il diacono, il rappresentante delle comunità religiose, il presidente parrocchiale dell’Azione cattolica;
• membri eletti dalla comunità;
• membri designati: rappresentanti di ambiti significativi in parrocchia: - non ciascun gruppo operante o realtà costituita nell’ambito della parrocchia va rappresentato in CPP; - possono essere rappresentati quei gruppi/realtà che esprimono le scelte pastorali più rilevanti, assolutamente indispensabili, per cui il CPP uscente raggruppi più gruppi/realtà, secondo criteri di integrazione pastorale, in modo che ciascun raggruppamento esprima un unico rappresentante in CPP; - esclusi i membri di diritto e quelli di nomina da parte del parroco, il numero dei membri va così distribuito: il numero degli eletti dalla comunità non inferiore ai due terzi; i rappresentanti di ambito non superiori a un terzo;
• membri nominati: - eventualmente, se lo ritiene opportuno, il parroco può nominare uno o due membri.
• dopo che il Consiglio Pastorale Parrocchiale si è costituito e, a sua volta, è stato formato anche il Consiglio parrocchiale per la Gestione economica (CPGE) – (vedi le Norme per la costituzione e l’attività del CPGE per il mandato quinquennale 2018-2023) – diventerà membro del CPP anche un rappresentante del CPGE, il vice amministratore, designato dal parroco dopo consultazione dei membri del CPGE.
6. La prima convocazione e gli incarichi interni
Alla prima convocazione del nuovo CPP si procede alla scelta del vicepresidente (il presidente del CPP è sempre il parroco), del segretario (può essere esterno al Consiglio oppure uno dei consiglieri eletti o designati) e di almeno due consiglieri per la presidenza (uno tra i membri eletti dalla comunità e l’altro tra i rappresentanti degli ambiti). Dopo aver considerato il numero delle preferenze già ricevute, si procede per votazione (non è bene fare semplicemente per acclamazione).
Il parroco presidente, il vicepresidente, il segretario e i due consiglieri formano la presidenza del CPP (cfr. Statuto, art. 10) che ha il compito di predisporre gli incontri del CPP, stendendo l’o.d.g. ed eventualmente prevedendo l’invito di esperti o di altre persone interessate e coinvolte in qualche punto all’o.d.g.
Spetta alla presidenza: curare che il verbale delle riunioni sia sistematicamente steso e poi approvato; curare i rapporti con la comunità, attraverso efficaci comunicazioni, dialogare con i vari gruppi e realtà parrocchiali, rendere operativo quanto maturato in CPP.
Le schede con cui si è votato non vanno custodite, ma va redatto e approvato il verbale con l’esito delle votazioni comprendente la lista dei candidati con numero di preferenze: capiterà, infatti, che nel corso del mandato qualche consigliere debba essere sostituito. In questo caso saranno interpellati i primi non eletti. I gruppi e le realtà rappresentati in CPP, invece, sceglieranno al loro interno volta per volta il loro rappresentante.
I consiglieri devono essere informati sui loro compiti, i doveri e gli impegni che si assumono, così come sintetizzato in questo documento ai nn. 1, 2, 3 (cfr. anche Statuto, art. 3 sul carattere consultivo, art. 4 sul carattere rappresentativo e art. 9 circa l’assemblea).
I consiglieri hanno l’obbligo morale di fronte alla comunità di partecipare alle convocazioni del CPP. In caso di impedimento sia avvertita la presidenza, la quale provvederà a far pervenire il materiale necessario e a informare dei lavori svolti.
7. Durata del mandato
Secondo le indicazioni della Diocesi il CPP rimane in carica per cinque anni. Tutti i CPP saranno rinnovati nei tempi che saranno indicati dalla Diocesi. Nel caso di situazioni particolari che richiedono un pro- lungamento del mandato precedente, la parrocchia ne farà richiesta per scritto al Vicario per la Chiesa di Ghizzole, indicandone i motivi. Un consigliere che non partecipi alle convocazioni per tre volte consecutive senza giusto motivo, decade dal suo mandato e viene sostituito dalla presidenza del CPP, tenuto conto se è un membro eletto dalla comunità o un membro designato in rappresentanza di gruppi/realtà parrocchiali. Di questi cambiamenti deve sempre essere informato il Consiglio intero (cfr. Statuto, art. 16).
8. Le convocazioni del CPP
Il CPP deve essere convocato almeno cinque volte all’anno. È bene che le date delle convocazioni siano fissate e comunicate ai consiglieri all’inizio dell’anno. Durante l’anno per questioni importanti possono essere richieste convocazioni straordinarie. L’ordine del giorno è decisivo per il buon funzionamento del CPP e va curato con attenzione da parte della presidenza in modo che sui temi indicati sia possibile un reale confronto, che avviene attraverso il metodo del discernimento comunitario. Il CPP viene convocato sempre dal parroco presidente unitamente al vicepresidente per iscritto, con ordine del giorno concordato in presidenza, con un numero sufficiente di giorni di anticipo per permettere ai consiglieri di prepararsi. Con la convocazione è importante far pervenire a tutti i consiglieri la sintesi dell’incontro precedente e il materiale per la eventuale documentazione sugli argomenti in o.d.g. I consiglieri hanno facoltà di proporre alla presidenza, formalmente e per iscritto, argomenti da porre all’o.d.g.
9. Le riunioni di Consiglio Pastorale Parrocchiale
Il CPP si riunisce nel giorno e nell’ora stabiliti, preparando anche con cura e decoro la sala del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Le riunioni normalmente sono presiedute dal parroco in quanto presidente, coadiuvato dal vicepresidente il quale è chiamato a svolgere il compito di moderatore. Alle riunioni del CPP partecipano solo i consiglieri; altre persone possono essere invitate di volta in volta secondo gli argomenti che vengono trattati e in accordo con la presidenza. Il segretario predispone tutto ciò che è necessario; prende nota di quanto emerge e, alla fine, stende un verbale di sintesi che faccia sempre il punto della situazione e raccolga quanto emerso e concordato (questo foglio sarà poi recapitato ai consiglieri per una verifica di completezza e di correttezza, con la convocazione della riunione successiva). Le riflessioni e le decisioni del CPP vanno riferite alla parrocchia su indicazione della presidenza del CPP. In ogni riunione si raccolgano le firme di presenza.
10. Il ruolo del consigliere
Ciascun membro del CPP è responsabile di tutta la vita comunitaria: non è in CPP per sostenere solo le istanze di gruppi o di ambiti che rappresenta. Ciò che unisce non può essere un compromesso tra le diverse sensibilità, ma il progetto di comunità che si intende costruire. Va ribadita ancora una volta la bontà delle indicazioni metodologiche del “discernimento comunitario” (cfr. il fascicolo edito nell’anno pastorale 2008-2009: Il discernimento comunitario, a cura dell’Ufficio di Coordinamento pastorale e dell’Istituto San Luca).
11. Consiglio pastorale e incarichi politici o istituzionali
La comunità cristiana non può né ignorare né sottovalutare il contesto culturale, sociale e politico in cui vive. Per questo il CPP dedica specifica attenzione alla promozione del bene comune nell’ambito del territorio. In riferimento a coloro che prestano il loro servizio nella politica, nelle istituzioni e nell’amministrazione civile, si ritiene necessario garantire loro condizioni di autonomia e di rispetto, per cui occorre attenersi alle seguenti determinazioni:
• Non possono essere eletti in CPP coloro che, in occasione delle designazioni tramite votazione, ricoprano mandati parlamentari o nei consigli comunali, provinciali, regionali, incarichi di sindaco o presidente o componente delle giunte comunali, provinciali, regionali e incarichi di presidente di circoscrizioni comunali, o abbiano incarichi negli organi decisionali di partiti politici o di organizzazioni tese a finalità direttamente politiche.
• Chi è membro del CPP e decide di candidarsi a uno dei ruoli sopra indicati è tenuto a: rassegnare le dimissioni dal CPP in caso di candidatura a sindaco; autosospendersi temporaneamente per tutte le altre candidature.
• L’autosospensione permette il reintegro in caso di non elezione. Per i candidati sindaco, poiché l’elezione a consigliere avviene nella maggior parte dei casi, le dimissioni sono immediate.
Padova, 25 novembre 2017


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